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Me and AI

Chi scrive crede che l’uomo sia una meravigliosa creatura animale, con le sue specifiche caratteristiche, le sue capacità i suoi limiti: come qualsiasi altro abitante di questo mondo.

Chi scrive non crede che l’uomo sia meglio o peggio di altre specie, superiore o inferiore: siamo noi stessi infatti ad attribuirci parole come “intelligenza”, “genialità” e assegnare ad esse una valenza positiva, non altri.

Chi scrive crede che il cervello/mente degli animali sia un algoritmo biologico, per quanto complessissimo, con caratteristiche specifiche e diverse (simili e diversi) dagli algoritmi digitali che chiamiamo di Intelligenza Artificiale.

Chi scrive segue lo sviluppo dell’AI da più di 25 anni, ha una (ahimè) vecchissima tesi di laurea in Psicologia sull’Interazione Uomo / Computer, si occupa di comunicazione digitale ed è curiosissimo di sapere dove ci porterà questa tecnologia.

Chi scrive non ha verità ma il bisogno di condividere alcuni ragionamenti che nascono anche da un confronto “virtuale” con un nuovo compagno di viaggio (l’AI) e nuove tecnologie, strumenti che oggi ci costringono a metterci di fronte ad aspetti profondi della nostra esistenza; chi vorrà leggermi capirà cosa intendo 🙂

Dubbi, pensieri e paure con un un’unica certezza (forse): la necessità di guardare con attenzione le tecnologie che si evolvono intorno a noi, esserci.

Im mio l’obiettivo che non è quello di ragionare su cose complesse, ma su dinamiche semplici, a volte incredibilmente e terribilmente semplici, ma che ci risultano difficili da riconoscere e, ancora di più, da ammettere.

Per fare questo metto insieme quello che ho capito in questi anni di vita rispetto alla psicologia, la filosofia, le neuroscienze, le teorie dell’informazione e il digitale e ciò che viene chiamata Intelligenza Artificiale.

Mi sento un osservatore di questo mondo e su questo sito raccolgo pensieri e ragionamenti sull’l’AI e sui nuovi mezzi digitali: perché credo sia oggi molto importante capire i cambiamenti, esserne consapevoli, esserci “(be) one on it”, e imparare a conviverci nella quotidianità e nel mondo del lavoro.