
Babbo Natale
“Quando da piccolo scoprii che Babbo Natale non esisteva, non ci rimasi male. Ero al contrario sollevato di sapere che un fenomeno molto più semplice spiegava come mai così tanti bambini in tutto il mondo ricevessero regali tutti la stessa notte“. [Richard Feynman]
Quando siamo piccoli non dubitiamo sull’esistenza di Babbo Natale.
Da grandi non dubitiamo dello stato, della scienza, della giustizia: qualcuno dubiterà dell’omeopatia altri su dio probabilmente nessuno sul denaro.
Da quando nasciamo siamo immersi in un mondo dove a ciò che è già presente in natura l’uomo aggiunge mondi simbolici, artificiali, sintetici, patti, credenza, convenzioni, simboli che diventano “oggetti” non meno concreti, di un sasso, un albero o una montagna.
Con il digitale i mondi sintetici, quelli la cui esistenza dipendono dall’uomo, assumono aspetti quantitativamente e quantitativamente ancora più importanti e pervasivi.
Se è vero che già una storia ci porta in un altro mondo e così fa un libro, un film, un gioco, un sogno, il mondo digitale che permea la nostra quotidianità assume qualità emozionali estremamente coinvolgenti e può sostituire e diventare anche più attrattiva del mondo naturale.
Se i ragazzi già oggi perdono ore e ore tra social e Netflix cosa succederà quando ogni cosa sarà ancora più coinvolgente, più emotivamente forte, creerà emozioni più piacevoli e senza i pericoli del mondo fuori?
Cosa succederà quando questi mondi potranno anche essere su misura per noi personalizzati su ciò che ci più piace?
In fondo non è importante che Babbo Natale esista o non esista: ciò che è più importante credo sia quello di non sottovalutare il fascino e la bellezza delle storie.
“La nostra immaginazione è tesa al massimo; non, come nelle storie fantastiche, per immaginare cose che in realtà non esistono, ma proprio per comprendere ciò che davvero esiste.” [Richard Feynman]
Immagine by Midjourney