
Intelligenza: dove e quando e perchè
Cos’è l’intelligenza?
Dov’è l’intelligenza?
Cosa sappiamo fare?
Sapremmo sopravvivere nudi in un bosco? E farci vestiti ed oggetti con i quale difenderci dal freddo e dai predatori? Sapremmo procurarci il cibo, curarci da malattie?
Quante persone e quante intelligenze servono per fabbricare uno spazzolino da denti? Considerando anche il contributo anche chi riempie la macchina del caffè per chi progetta la trivella per estrarre quel petrolio che diventerà quel manico?
Sarei intelligente nello stesso modo in cui sono se nessuno mi avesse insegnato a parlare e ad usare un microonde o un computer? Se non avessi letto libri e imparato storie e accettato regole?
Se si, e probabilmente si, in che modo lo sarei?
Quanto di ciò che crediamo sia nostra umana intelligenza è in realtà frutto della condivisione di migliaia o milioni di intelligenze ognuna delle quali sa risolvere solo una “piccolissima” parte di un problema, sa fare solo un piccolo elemento di una macchina o conosce solo parte di una procedura?
Ed è così importante parlare di intelligenza in riferimento all’AI? Chiedersi in continuazione quando arriveràquesta fantomatica intelligenza artificiale generale (AGI) ad esempio?
Credo di no.
Credo serva di più capire che “intelligenza” è una parola, un concetto che ognuno di noi in fondo definisce in modo diverso, che i concetti appartengono a noi uomini e non al mondo, che le parole e i concetti non sono altro che uno strumento meraviglioso che noi umani usciamo per scambiarci informazioni, ragionare su una nostra rappresentazione del mondo e, sulla base di quella, compiere azioni.
Serve capire che le “intelligenza” è un termine che abbiamo connotato positivamente e ci siamo attribuiti e attribuiamo, “stupidamente”, per affetto, non per razionalità, ai nostri cani e gatti mentre preferiamo considerare stupidi i piccioni, i maiali, gli alberi, ecc.
Non credo sia stupido crederci intelligenti ma credo corrisponda di più al vero parlare di tante intelligenze ciascuna per le sue caratteristiche: un’intelligenza delle api che è diversa da quella degli scimpanzé che è diversa da quella umana che è diversa da quella digitale.
E rispetto ai luoghi dell’intelligenza, che possiamo pensare un po’ ovunque, nel foglio degli appunti, nel telefono, nell’amico a cui chiediamo mille cose, oggi il nostro mondo ha elementi di intelligenza artificiale, aliena, che non vediamo, che non scegliamo di usare, ma che sono sempre presententi nella nostra quotidianità: gli algoritmi che ci suggeriscono cosa vedere (Facebook, Instagram, Netflix, Amazon, ecc.) sono AI (i cosiddetti algoritmi di raccomandazione), il riconoscimento facciale, le procedure per chiedere un mutuo, gli ADAS delle auto, ecc.
Quando accendiamo una tv, apriamo un libro, sappiamo che stiamo accedendo a delle tecnologie, scegliamo di farlo: non è così per l’AI.
Ben venga un’AI che consenta alle lavatrici di lavare meglio e consumare meno, ma è importantissimo sapere che questa presenza fa parte del nostro mondo, fa scelte per noi, senza che lo abbiamo scelto.
Immagine by Midjourney