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Parole

Le parole sono una tecnologia.

Esistono solo per noi uomini e spesso ci dimentichiamo di questo: del resto siamo stati educati così e crediamo che le cose diventino realtà oggettiva solo per il fatto che ci vengono raccontate e/o le raccontiamo.

Così se a un uccello nulla importa delle linee e dei nomi che tracciamo su una carta geografica, noi uomini siamo più liberi o più schiavi, più poveri o più ricchi, più felici o più tristi a seconda delle parole che vengono scritte, di quello che significano e dei comportamenti che implicano. Oggi, navigando su Google Map, sono più triste.

Penso alla comunicazione di Trump a Google, agli intrecci di potere politico e tecnologico che vogliono (sempre) cambiare il modo in cui leggiamo il mondo: penso a un uccello che attraverserà quel tratto di mare sempre nello stesso modo.