
Poker?
Viviamo di storie e ci piace raccontare e… raccontarcela.
E ciò che ci raccontiamo è qualcosa in cui spesso crediamo fermamente e rendiamo solido come una montagna.
L’AI e le storie sono più volte, e su più piani, intrecciate e mi piace pensare a questa tecnologia come una compagna di viaggio (aliena) con la quale avere uno scambio, un confronto, in una sorta di dialogo che permette di capire qualcosa in più di noi umani.
Capire, ad esempio, che nel “raccontarcela”, noi sapiens tendiamo a sopravvalutare le nostre capacità e a non essere oggettivi rispetto a quelli che sono i nostri pregi e difetti.D’altronde non abbiamo mai avuto qualcuno o qualcosa che ci criticasse: nessuna ghiandaia ci ha mai rinfacciato il fatto che non troviamo la felpa che abbiamo messo via una settimana prima (la ghiandaia è in grado di ricordare fino a 1000!!! nascondigli in cui nasconde il cibo), nessun albero ci ha confidato che è profondamente da stupidi distruggere l’habitat di cui abbiamo bisogno, ecc.
Insomma credo che spesso il racconto che facciamo di noi stessi sia troppo magnanimo ed è sempre stato così, se non peggio. A tal proposito mi piace quello che scrive Freud nel suo saggio “Introduzione alla psicoanalisi” dove parla di tre grandi “ferite narcisistiche” che l’uomo e il suo orgoglio hanno subito ad opera della scienza.
La prima con Copernico, che toglie l’uomo dal centro dell’universo e ci fa capire che siamo solo un granello di polvere nello spazio infinito.
La seconda con Darwin, che ci informa che non siamo esseri speciali creati a parte, ma il risultato di milioni di anni di evoluzione, imparentati con le scimmie e tutte le forme di vita.
La terza dallo stesso Freud che rivela quanto il nostro comportamento non è governato solo dalla ragione e dalla coscienza, ma in gran parte da misteriosi e incontrollabili meccanismi dell’inconscio.
Mi chiedo se siamo pronti per una quarta ferita: forse che si sta sviluppando qualcosa che è più intelligente di noi? Capace di portare soluzioni a problemi che a noi risultavano ancora irrisolvibili, di creare, ecc. ecc.?
In attesa che succeda, se succederà, se non è gia successo, credo che un po’ di umiltà, questa AI ce la sta già insegnando.
P.S.: L’immagine (NASA) è “Earthrise”, scattata il 24 dicembre 1968. L’ho inserita perchè rappresenta… Ma copio da Wikipedia le parole dello storico dell’arte James Fox: “Come sempre succede quando un’immagine è potente, Earthrise cambiò la prospettiva delle persone. La foto toglieva la Terra dal centro e ne ridimensionava l’importanza, facendo sentire piccoli piccoli anche i suoi abitanti”.