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Sapiens – AI – Realtà

“È sempre difficile definire i concetti fondamentali. Poiché sono la base di tutto sembrano di per sé privi di basi proprie. I fisici hanno difficoltà a definire la materia e l’energia, i biologi a definire la vita, i filosofi a definire la realtà.”
(Da Nexus. Breve storia delle reti di informazione dall’età della pietra all’IA – Yuval Noah Harari)

In effetti, i concetti di base del nostro mondo diventano sempre più sfumati, incomprensibili e sfuggenti man mano che li approfondiamo. Vale per il tempo, la coscienza, l’esistenza, ma anche per il capire, il conoscere e, naturalmente, l’intelligenza — quella “cosa” che noi umani abbiamo deciso di chiamare tale.

I dubbi che solleviamo nel riconoscere (o nell’ammettere) l’intelligenza delle macchine, per quanto si tratti di intelligenze con caratteristiche diverse, possono essere ribaltati sugli esseri umani. E, ahimè, non è affatto difficile attribuire anche a noi aspetti di “non intelligenza”.

Il vero punto, però, non è se l’intelligenza artificiale sia “intelligente” o meno. Questo dipende per il 99% dalle nostre definizioni di intelligenza, e per l’1% rimanente credo non sia affatto rilevant e stabilirlo.

Se una macchina “cammina” o “non cammina” non importa: prenderò quella per andare al mare.

Capire e progettare questo nostro nuovo percorso, trovare il modo di convivere con queste nuove tecnologie, questo credo sia fondamentale.